Le minacce del ministro Valditara

Il Ministro Valditara, di fronte all'aggressione subita dagli studenti del Liceo Michelangiolo di Firenze da parte di giovani fascisti, invece di condannare la violenza si è preoccupato di censurare la preside del Liceo Da Vinci che ha scritto ai suoi studenti una lettera intensa, carica di sentimento e nello stesso tempo misurata come sempre devono essere le parole di coloro che hanno il compito di educare.

Sbagliato stupirsi!
Per questa destra al governo la violenza è quella dei giovani che scrivono con tinte lavabili sul muro delle istituzioni per rivendicare le decisioni che dovrebbero prendere e non prendono.
Per questa destra l'unica violenza è l’indisciplina; è più grave il non alzarsi in piedi quando entra il professore che colpire con i piedi chi è in terra.
Q
uesta destra ha in astio i giovani, tutti “bulli”, maleducati e svogliati, da umiliare sulla pubblica piazza. Giovani che invece le piazze e le strade le occupano chiedendo conto della misera eredità che stiamo lasciando loro.

Secondo il Ministro, la preside del Liceo Da Vinci ha preso spunto dall'episodio per fare politica. Caro Ministro, fare scuola è di per sé un'azione politica, quella bella, capace di educare a partire dai valori della nostra Costituzione. Se la DS Annalisa Savino ha ricordato ai suoi allievi come nascono i totalitarismi lo ha fatto per metterli in guardia contro l'indifferenza, l'assuefazione, la chiusura nel proprio piccolo orticello.

Lei, Ministro, non è rimasto contento perché quella lettera è una piccola lezione di Storia, ma quella vera, con la esse maiuscola. Molto diversa da quella storia che lei ha tentato inutilmente di inculcare con la sua lettera inviata agli studenti.

L'Italia è un Paese nato dall’antifascismo. Bisogna solo capire quanto ci metterà questo Paese assonnato ad accorgersi di ciò che sta accadendo: intanto in queste ore molte decine di migliaia di dirigenti, docenti, studenti, cittadini stanno aderendo in rete a una raccolta di firme a sostegno della DS Annalisa Savino.

Non e soltanto una questione di solidarieta nei suoi confronti. È per difendere i diritti di tutti i cittadini e gridare a gran voce che siamo ancora un Paese libero.

Roma, 24 febbraio 2023


 

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