LETTERA APERTA PER UNA SCUOLA DI TUTTI

 LETTERA APERTA PER UNA SCUOLA DI TUTTI

Carissime e carissimi,
dal 3 marzo la scuola si trova in una situazione mai più accaduta in Italia dopo la fine della seconda guerra mondiale.
Da quella data le attività didattiche sono sospese a causa dell’emergenza sanitaria scatenata dall’epidemia di Covid 19. I dirigenti scolastici hanno avuto mandato di attivare «modalità di didattica a distanza» (DCPM 08.03.2020) che si sono tradotte in DaD, ovvero, «in corrispondenza della sospensione delle attività didattiche in presenza […], prestazioni didattiche nelle modalità a distanza» (art. 2 comma 3 DL 8 aprile 2020). Gli studenti, a causa della sospensione delle attività didattiche sono esonerati dall’obbligo della frequenza e in questi due mesi nessun intervento normativo ha modificato tale sospensione. Le modalità di didattica a distanza abdicano a tantissime funzioni della scuola della costituzione: quella sociale (di intervento sul territorio), quella relazionale (fondamentale in particolar modo nell’età della crescita), quella culturale profonda fondata sulla complessità del continuo scambio di ‘lingue’, idee, conoscenze, dubbi, pensieri ed emozioni.

In una situazione di tale eccezionalità, noi del Cidi di Bari, grazie al confronto interno all’associazione e allo scambio continuo con insegnanti, studenti e genitori, abbiamo in questi mesi raccolto gli interrogativi più urgenti e provato a cercare prime risposte per condividerle con voi e con i tanti che, come noi, si stanno oggi interrogando.

1-Cos’è la DaD? La DaD (Didattica a Distanza) è solo una possibile risposta, in primo luogo etica, a uno stato eccezionale. Dicendo questo non ci si vuole sottrarre all’impegno di «assicurare prestazioni didattiche nelle modalità a distanza», ma si vuole sottolineare che la scuola di tutti, disegnata dagli articoli 2 e 3 della Costituzione, non è questa. L’acronimo sembrerebbe più adeguato se le D fossero tre: Distanza della Didattica. Le prestazioni che ci sforziamo di assicurare sembrano infatti segnare sempre più le distanze, a volte abissi, tra disponibilità economiche, culturali e sociali.
2-Gli alunni sono presenti o assenti alle lezioni con la modalità DAD? La scuola non può certificare la presenza degli studenti non obbligati agli incontri in remoto in quanto è impossibile garantirvi un accesso uguale e ugualmente efficace per tutti: difficoltà di connessione, dispositivi desueti, difficoltà di vigilare sul corretto utilizzo dello strumento tecnologico, facilità di incorrere in errori (l’alunno non ha risposto nemmeno per iscritto a una domanda dell’insegnante, ma ha seguito la sua lezione e gli consegna gli esercizi: sarà presente? Assente? Partecipa alla lezione? Non partecipa? Non partecipa senza giustificato motivo? E come valutiamo se questi motivi siano giustificati o meno?).
3-Come si realizzano le prestazioni didattiche nella modalità a distanza? Le prestazioni didattiche a distanza sono state promosse, spesso grazie alla buona volontà e alcune competenze specifiche di una parte dei docenti, in maniera sicuramente più che apprezzabile, per mezzo di piattaforme private adottate dagli Istituti scolastici. Tali prestazioni sono possibili solo in presenza di una seria, costante e preziosa mediazione dei genitori senza la quale, soprattutto per alcuni cicli di istruzione, non potrebbero affatto esistere. In situazioni di disagio e/o deprivazione, spesso, non hanno alcuna efficacia e provocano al contrario abbandono, dispersione e, in alcuni contesti, anche rischio di avvicinamento alla criminalità organizzata. La partecipazione degli studenti non è affatto garantita a tutti gli studenti e questo deve farci dire che non si può parlare di “scuola pubblica”, ma di una risposta provvisoria e apprezzabile legata all’emergenza.
4-In cosa consistono le prestazioni di modalità didattica a distanza? Molti docenti propongono giornalmente schede predisposte, test a scelta multipla, giochi on line personalizzati, videolezioni registrate con  Powerpoint e spiegazioni sulle attività proposte nelle diverse tappe di lavoro, videochiamate (soprattutto i docenti di sostegno per supportare il genitore in merito a tecniche e strategie funzionali all’apprendimento), video specifici, attività artistico-manipolative e live per garantire un costante contatto utile sul piano didattico ma soprattutto sul piano emotivo-relazionale. In questa fase, riteniamo, che la DaD debba lavorare per consolidare (in termini di abilità e conoscenze) gli obiettivi raggiunti con la didattica in presenza e per incentivare la motivazione con attività ludico-didattiche. Consideriamo prioritario abbassare il livello di frustrazione e stress già alto in un momento nel quale la routine quotidiana e consolidata degli alunni è stata bruscamente interrotta. Le proposte dovrebbero valorizzare la sfera emotiva e psicologica degli studenti messa a dura prova in questa fase delicata dalla solitudine e dall’isolamento.
5-Riguardo alle prestazioni didattiche nella modalità a distanza la questione della valutazione si pone? E, se si pone, come si pone?  i I criteri che ogni scuola ha assunto per la valutazione docimologica non sono applicabili alla didattica a distanza. In assenza di sperimentazioni specifiche e di indicazioni fondate su indagini scientifiche, la valutazione di un’attività del tutto spontanea, a nostro avviso, non può essere fatta con criteri tradizionali. Considerato che anche la ministra ha fatto capire che sarà necessario ammettere tutti gli studenti alla classe successiva senza alcuna sospensione di giudizio (il voto sarebbe un falso), nuovi strumenti sono oggi necessari per garantire il principio costituzionale dell’eguaglianza oltre che dell’equità. Nonostante la valutazione docimologica sia il modo che noi insegnanti sappiamo usare meglio per restituire il risultato dell’apprendimento non è possibile per noi valutare in maniera “classica” la ricaduta di occasionali ‘prestazioni didattiche a distanza’. È necessario cambiare il paradigma. Possiamo pensare a narrare, dal nostro punto di osservazione  da lontano il percorso di ciascuno studente evidenziandone le condizioni singolari dell’apprendimento, l’autonomia, la partecipazione, la flessibilità, la difficoltà, la sofferenza, la comunicatività, la capacità immaginativa, la creatività, l’originalità, il rapporto con l’errore, ecc. ecc., e comunque realizzare la restituzione di questo percorso sempre in un’ottica formativa. Usiamo la parola ‘osservazione’ invece di valutazione poiché, in questa situazione, non sussistono le condizioni di completa “tempestività e trasparenza” che devono caratterizzare ogni prova previste dalla Nota Ministeriale 338/2020.
6-Come tornare a confrontarsi sulla scuola e far giungere la nostra voce? In questo momento le disposizioni in merito alla sicurezza hanno, di fatto, limitato gravemente, all'interno e all’esterno della scuola, il dibattito sulla scuola.  L'impossibilità di convocare in presenza gli organi collegiali diventa un vero ostacolo al confronto su una situazione per altro del tutto nuova che necessita di riflessioni, approfondimenti e dell'ascolto puntuale del punto di vista di ciascuno.  Molti docenti vivono un senso di isolamento e impotenza di fronte alla personale urgenza di partecipare con forza alle scelte che riguardano la loro stessa vita professionale e la vita scolastica dei loro studenti. Le associazioni, come la nostra, cercano di riportare nella scuola e nella società tutta tale dibattito che, soprattutto in questo momento storico, è cruciale in vista di scelte volte a garantire i diritti di tutti.
7-Cosa succederà dopo? Manca una progettualità, anche solo in forma di ipotesi plausibili e modificabili a seconda degli scenari proposti dall'emergenza. Talvolta sembra che addirittura si voglia proseguire con la DAD. In quali forme? Con quali modalità? I rapporti tra le persone che fanno la scuola sono la scuola stessa. I nostri alunni e tutti noi abbiamo bisogno della scuola della costituzione La scuola della costituzione è una scuola della presenza, non è una scuola della distanza. La scuola della costituzione è il medesimo spaziotempo abitato da corpi tutti diversi che respirano e sentono e pensano insieme ognuno a modo proprio vivendo e confrontando senza sosta la propria irripetibile singolarità. Quale progettualità si intende dunque mettere in campo per ridare al più presto la scuola della costituzione agli studenti e agli insegnanti? In che modo gli insegnanti e tutti quelli che la scuola la fanno ogni giorno potranno dire la loro in vista di questo obiettivo irrinunciabile?

Bari, 24 aprile 2020

Per il dibattito di questi mesi si rimanda alla pagina Facebook del Cidi di Bari
https://www.facebook.com/cidibari

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